CHE COS’È IL DEBITO PUBBLICO? #TELOSPIEGO!

L’Italia è come una mamma per i suoi 60.359.546 abitanti, e in quanto mamma deve pensare a come mantenere questa numerosa famiglia.
Per questo l’Italia chiede a tutti i propri figli che lavorano di contribuire alle spese di casa.
Come? Attraverso le tasse che i cittadini pagano ogni anno allo Stato e che l’Italia usa per pagare le spese comuni a tutta la famiglia, ovvero gli stipendi dei dipendenti pubblici, le pensioni e il finanziamento delle opere pubbliche, come ponti, strade e ospedali.

Se i soldi che i cittadini pagano in tasse sono sufficienti a coprire tutte queste spese si parla di pareggio di bilancio.
Quando invece, e purtroppo capita spesso, le spese dello Stato sono superiori al contributo dei cittadini, si è costretti a parlare di deficit di bilancio.

Questo deficit è un bel problema perché i soldi mancanti servono di solito per affrontare spese fondamentali per la cittadinanza.
E dato che non è nemmeno concepibile l’idea di non ricostruire un ponte crollato o di non pagare le pensioni a chi l’ha meritato con duro lavoro, lo Stato è costretto a trovare una soluzione.

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Si parla di deficit di bilancio quando i soldi versati dai cittadini con le tasse non bastano a coprire le spese comuni

 

LE POSSIBILI SOLUZIONI AL DEFICIT DI BILANCIO

AUMENTARE LE TASSE
Una soluzione possibile sarebbe quella di
aumentare le entrate fiscali.
Questa opzione però non viene mai accolta bene dai cittadini e raramente è sufficiente da sola a risolvere del tutto il problema.
In più, dato che nessun governo vuole essere ricordato per aver aumentato le tasse, è uno strumento che viene usato, di solito, solo quando è davvero indispensabile.

STAMPARE DENARO
Una seconda possibile soluzione a disposizione degli Stati è 
stampare più denaro con il quale coprire la somma mancante.
Anche questa soluzione però non è priva di rischi, perché può portare ad un aumento dell’
inflazione e alla diminuzione del potere d’acquisto della valuta nazionale. 

Di questi rischi però noi italiani non dobbiamo preoccuparci!
Entrando nell’Euro, infatti, l’Italia ha rinunciato alla propria
sovranità monetaria e pertanto non può più stampare denaro a piacimento. I soldi che noi usiamo oggi, gli Euro, vengono infatti stampati dalla Banca Centrale Europea, la cui politica monetaria è basata sulle raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea e sul parere del Parlamento Europeo.

CHIEDERE DENARO IN PRESTITO
L’unica soluzione alternativa per uno Stato come l’Italia diventa perciò quella di chiedere del denaro in prestito ed è qui che nasce il
debito pubblico.

[box]Il DEBITO PUBBLICO è la somma del denaro che lo Stato, nel corso degli anni, ha preso in prestito e che deve restituire con i relativi interessi[/box]

Ma uno stato a chi può chiedere dei soldi in prestito e come?

 

I TITOLI DI STATO

Per ottenere dei soldi in prestito e rifinanziare così il proprio debito pubblico, l’Italia può decidere di emettere dei titoli di Stato, che in gergo economico si dicono obbligazioni.
Come abbiamo spiegato nel nostro video sullo spread, le obbligazioni sono semplicemente delle promesse di restituzione di un prestito, più “qualcosa per il disturbo”.

Gli investitori possono essere privati cittadini, imprese, banche o addirittura Stati esteri, che in cambio di una percentuale si assumono il rischio di prestare dei soldi allo Stato.
Per gli investitori di solito è molto conveniente prestare i soldi all’Italia, perché in cambio di un prestito che verrà quasi certamente restituito (gli Stati sono generalmente considerati buoni pagatori) ottengono una rendita che, pur non essendo molto grande, è comunque molto sicura.

Le differenze fra i titoli di Stato sono due:

  1. la loro durata ovvero il tempo che lo Stato ci metterà per restituire il denaro preso in prestito
  2. Il fatto che essi siano senza o con cedole.
    Le obbligazioni senza cedole pagano gli interessi promessi solo alla loro scadenza, mentre i titoli con cedole pagano una parte degli interessi anche nel corso del prestito, di solito ogni sei mesi, e questi interessi vengono chiamati tasso cedolare.

Esistono 4 tipi di obbligazioni che l’Italia può decidere di emettere:

  • BOT, durata 12 mesi
  • CTZ, durata 24 mesi
  • CCT, durata 7 anni
  • BTP, durata 3/5/10/15/30 anni
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I 4 tipi di obbligazioni che l’Italia può emettere sul mercato finanziario e le relative durate

 

IL RAPPORTO DEBITO/PIL E I RISCHI DI UN DEBITO ALTO

Il debito pubblico, alto o basso che sia, non basta da solo a raccontarci la situazione economica di un Paese.
Ecco perché il debito e il deficit pubblici vengono di solito analizzati in relazione al Prodotto Interno Lordo (P.I.L.), che è la misura della crescita economica di un Paese. Per questo motivo si sente parlare molto spesso di rapporto debito/pil o deficit/pil.

Se il rapporto debito/PIL di un Paese è basso significa che il suo PIL è sufficiente a ripagare senza troppi problemi gli interessi sul proprio debito.
Se però il rapporto debito/PIL  è alto, lo Stato potrebbe non avere abbastanza soldi per ripagare gli interessi sui propri debiti e quindi potrebbe dover prendere degli altri soldi in prestito solo per pagare quegli interessi, creando una spirale di debito molto rischiosa e che può portare alla bancarotta di uno stato, che in gergo tecnico viene chiamata default.

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Si crea una spirale di debito quando lo Stato prende soldi in prestito solo per ripagare gli interessi sul suo debito, situazione che espone lo Stato al default

Autore: SACHA DOMINIS


 

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