La scoperta del vaccino risale al 1798, per merito di un medico e scienziato inglese di nome Edward Jenner.
Jenner, osservò che le mungitrici che si ammalavano e guarivano dal vaiolo delle vacche (e da qui la parola vaccino), non venivano poi infettate dalla variante umana della malattia, forma ben più grave.
Questo fenomeno però andava dimostrato scientificamente. Jenner prende perciò l’iniziativa e inietta in un bambino di 8 anni, il piccolo James Phipps, figlio del suo giardiniere, del materiale purulento preso dalle pustole di una di queste donne.
Questo rese il piccolo James immune al vaiolo umano e Jenner provò la sua teoria dimostrando che il contatto con il virus del vaiolo bovino rendeva immuni alle altre forme di vaiolo.
Grazie a questa scoperta il vaiolo è stato ad oggi del tutto eradicato e malattie come la poliomielite e la difterite sono quasi scomparse dalla circolazione e assieme ad altre malattie infettive (come morbillo, parotite e rosolia) hanno smesso di rappresentare un problema per la società.

Ma che cosa sono e come funzionano esattamente i vaccini?
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Innanzitutto esistono diversi tipi di vaccini: con microrganismi vivi ed attenuatimicrorganismi inattivati, frazioni di microrganismi, anatossine, a subunità, ricombinanti, virus like particles, miscele e coniugati.
Tutti questi nomi molto scientifici servono a descrivere diverse versioni della stessa cosa, ovvero “un preparato contenente proteine estranee, provenienti da microrganismi o parti di essi, che, seppur rese innocue, sono in grado di conferire immunità attiva al soggetto vaccinato”.

Detto in parole povere il vaccino contiene versioni depotenziate, inattive o innocue di un microrganismo nocivo.

Queste forniscono al sistema immunitario del vaccinato le informazioni necessarie a costruire contromisure efficaci nel caso dovesse mai scontrarsi con il virus o il batterio contro cui ci si vaccina.
Tramite la vaccinazione si potenziano quindi le difese immunitarie del vaccinato e si prevengono diverse patologie, che altrimenti metterebbero a rischio la sua vita e quella dei membri della sua comunità.

I soggetti vaccinati infatti riducono la circolazione dei virus e dei batteri responsabili delle malattie e diminuiscono la possibilità che i non vaccinati possano ammalarsi.
Quando il 95% di una popolazione è vaccinata contro una determinata malattia infatti diventa quasi impossibile che questa si propaghi, dando origine al fenomeno chiamato immunità di gruppo o di gregge,
che è quello che poi ci ha permesso di debellare malattie come il vaiolo appunto…

Ed infine un paio di miti da sfatare sui vaccini:
Non è vero che le case farmaceutiche guadagnino di più grazie alla vaccinazioni: le case farmaceutiche, di fatto, guadagnano SEMPRE di più se un paziente è malato e l’introduzione delle vaccinazioni ha diminuito il numero di persone malate, quindi…
Attualmente non esistono studi riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale che provino che i vaccini causino l’autismo.

Autore: Sacha Dominis


Per approfondire l’argomento (e sostenerci facendolo) consigliamo:

Il vaccino non è un’opinione. Le vaccinazioni spiegate a chi proprio non le vuole capire

di Roberto Burioni

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